Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Naviga l'Opera
LORENZO VIANI
BENEDIZIONE DEI MORTI DEL MARE
1914-1916

Olio su tela, cm.192x394
Firmato e datato in basso a destra
Acquistato nel 1925 dal Comune di Viareggio per lire 12.000

Premiato alla Biennale di Venezia del 1922

“ L'influenza dell’arte prerinascimentale sull’opera di Lorenzo Viani è rilevata in numerose testimonianze critiche. In particolare viene segnalato un vero e proprio “periodo primitivo”, collocabile fra il 1910 e il 1915, durante il quale Viani effettivamente si avvale di forme che deliberatamente evocano l'arte del ‘200 e del ‘300 toscano e culmina in opere quali il ‘Volto Santo’, la ‘Peste a Lucca’ e la ‘Benedizione dei morti del mare’, ma sarebbe oltremodo riduttivo limitare l’analisi ad una mera questione formale. Le affinità di Viani con i Primitivi in realtà sono molto più pregnanti ed estese se concepite secondo quella che Venturi definisce la spiritualità laica dell'arte moderna, che conduce ad un gusto, ad una scelta espressiva analoga a quella degli artisti toscani dei secoli XIII e XIV a prescindere dallo stile, che consiste nella unità, semplicità e immediatezza della forma, nella sintesi degli elementi che concorrono a definire l'opera laddove «la semplificazione dei mezzi è portata all'estremo, non per amore di semplificazione, come avvenne ai primitivisti ma per lo scopo di intensificare l'espressione come è proprio dei primitivi autentici». Viani apprese dai Primitivi la capacità della sintesi, l'eliminazione di tutto ciò che poteva distrarre, dunque diminuire se non addirittura disinnescare il pathos. Caratteristica questa che rimarrà distintiva di tutta la sua produzione”. (Serafini)

Bibliografia:
Antonella Serafini, Espressionismo e gusto dei Primitivi nella pittura di Lorenzo Viani. La Darsena categoria dello spirito, in G. Bruno E. Dei ( a cura di), Lorenzo Viani. Un maestro del novecento europeo, catalogo mostra Seravezza, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2000)

Antonella Serafini, L’iconografia del dolore: Lorenzo Viani e Giovanni Pisano. Ipotesi e suggestioni, 1993, in “Il linguaggio della passione in Lorenzo Viani e Andrea Lippi, Pacini Fazzi, Lucca, 1995
  • Facebook
  • twitter
  • Google +
  • (Fine Navigatore Social)