Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare

Viani Lorenzo


"Volto Santo"

 (1913- 1915)



tempera e olio su tela


cm. 195 x 400



Collezione:
COMUNALE




Firmato in basso a destra

Acquistato dal Comune di Viareggio nel 2007



L’opera è nota anche con altri titoli, “Volto Santo”, qui accolto, è quello con cui venne esposta alla I Quadriennale di Roma nel 1931. La scena è ambientata in un luogo della Viareggio vecchia oggi parzialmente modificato ma che all’epoca della realizzazione del dipinto appariva esattamente così. Scomparso l’edificio la cui facciata fa da quinta al quadro, rimane lo scorcio del canale Burlamacca oltre il quale si intravede la Darsena, quartiere di marinai e pescatori allora povero, segnato dai lutti e dalla miseria. L’edificio ostruisce la Torre Matilde, unico costrutto antico in una città relativamente moderna, sede del carcere locale fino alla Seconda Guerra Mondiale.
Se la “Benedizione dei morti del mare” è un capolavoro indiscusso di Viani, quest’opera, coeva all’altra, testimonia una libertà e una spregiudicatezza altrettanto in grado di collocare Viani al culmine di una ricerca che, spogliatasi di ogni vincolo e soggezione, lo conduce verso quel sintetismo che sarà la sua cifra espressiva più alta, caratteristica distintiva della sua produzione, una ‘semplificazione’ determinata dallo scopo di intensificare l’espressione attraverso l’eliminazione di tutto ciò che può distrarre, diminuire se non addirittura disinnescare il pathos. Il nero delle figure domina la rappresentazione cui fa da contrappunto la colorazione accesa ma fredda delle vele: l’animazione lontana del porto e i gesti, fermati come in una istantanea, delle donne e dei loro bambini.

esposizioni
1931 I Quadriennale, Roma
1932 Mostra del Bava, Viareggio
1962 Accademia delle arti del Disegno, Firenze
1965 Galleria La Piramide, Lucca
1969 Galleria Levi, Milano
1973-74 Galleria dArte Moderna, Bologna
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