Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
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Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
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Viani Lorenzo


"Strada viareggina"

 (1905)



olio su cartone


cm. 48 x 59



Collezione:
VARRAUD SANTINI




Firmato e datato in basso a destra: L. Viani 1905



Pubblicato da Ida Cardellini Signorini nel 1978 insieme con un gruppo di altre tre opere della collezione di Jean Varraud, fino a quel momento inedite, questa “Strada viareggina” assume importanza nella produzione giovanile di Viani in quanto raro esempio di un suo rapporto vivo e familiare con la città.

Datata 1905, essa pertanto ha il valore di un documento, denso di sensazioni e di sottile percezione interpretativa, per quello che agli occhi del ventitreenne pittore costituisce una primordiale idea di realtà all’interno di un microcosmo. La singolarità dell’inquadratura consiste nel suo aprirsi su una zona della città pulsante di vita, che nulla concede al pittoresco: un caso infrequente nel suo paesaggismo di quello stesso periodo, in cui la darsena e i motivi marini sono la prima alternativa all’iconografia fattoriana.

Nel ristretto “corpus” di simili esempi giovanili ispirati alla città, la Cardellini Signorini pubblica altri due pezzi, “Giostra” e “Piazza della vecchia Viareggio”, rispettivamente il primo riferito al 1904 circa e il secondo datato 1906 (I. Cardellini Signorini, 1978, nn. 9-10); soffermandosi in modo più esteso sul secondo, ne mette in evidenza “l’antimacchiaiolismo”, come se di per sé il soggetto ne fosse una garanzia. In effetti, l’approccio dell’artista con un motivo tanto tradizionale nella sua lunga veduta a cannocchiale, propria di un’ottica pittorica quale poteva essere quella di un Cesare Ciani, uno degli epigoni della visione urbana tardo-ottocentesca, si risolve in una prospettiva panoramica e in una semantica del tocco che trascende ogni convenzionale regionalismo.

Più ardito il riferimento a Corot, ammirato da Viani alla Biennale del 1901. Permane a nostro avviso l’ascendenza del Nomellini populista, così come risulta da alcuni disegni presimbolisti degli ultimi anni del secolo, dal tratto mosso e libero e, al tempo stesso, analitici nella definizione dei contenuti.

“La Collezione Varraud”, a cura di G.Matteucci - P.Paccagnini, Musei Civici di Villa Paolina, Viareggio, 1994, p. 52

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