Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare

Viani Lorenzo


"Vageri"

 (1912- 1915)



pastelli su cartone


cm. 27 x 61



Collezione:
VARRAUD SANTINI




Firmato e datato in basso a destra: Lorenzo Viani 1900



Le ricerche condotte da Ida Cardellini Signorini sugli atti deliberativi della Giunta Comunale di Viareggio non danno notizia dell’acquista di questo pastello, né delle circostanze in cui l’Amministrazione ne è venuta in possesso.

Secondo tali fonti, le iniziative mecenatiche assunte in anni diversi dalla città a favore dell’artista, oltre i sussidi elargiti durante l’apprendistato accademico negli anni 1904-07, comprendono il conferimento, nel 1923, dell’incarico per l’esecuzione del Monumento ai caduti ideato con Domenico Rambelli, l’acquisto nel 1925 della Benedizione dei morti nel mare e un contributo di 5.000 lire alla spesa per la mostra personale di Piazza Shelley nel 1930. In cambio di questo apporto Viani cedette al Comune di Viareggio due lavori esposti in quell’occasione: Bovi e mare e Spiaggia del Gombo; di essi è ignota l’ubicazione.

Inspiegabilmente datato 1900, forse abusivamente insieme con la firma in origine probabilmente assente, in realtà il cartone è situabile nella produzione tra il 1912-15 alla quale appartengono anche I due apuani (cfr. I. Cardellini Signorini, 1978). Con quel cartone ha in comune oltre che l’impianto compositivo delle due teste poste in primo piano a schiera come in un “affiche” da teatro da Grand-Guignol, un linearismo formale che delinea i tratti dei modelli scandendoli geometricamente come se la loro immagine fosse trasferita sulla tavola xilografica.

La Collezione Varraud, catalogo a cura di Giuliano Matteucci e Paola Paccagnini, Viareggio, 1994, pag. 146

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