Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare

Viani Lorenzo


"Darsena d‘inverno"

 (1930- 1931)



olio su compensato


cm. 35 x 50



Collezione:
VARRAUD SANTINI




Firmato in basso a destra: Lorenza Viani



Le “darsene” costituiscono il ciclo conclusivo che lega il nome di Viani ai temi ispirati al paesaggio di Viareggio. Il passaggio ad essi da una tematica che, nella sua cruda evidenza grottesca e caricaturale, ha toccato punte di vero e proprio espressionismo, coincide con un aggiornamento di cui la spatola rappresenta lo strumento per foggiarne la struttura espressiva.

Anche le rese cromatiche si arricchiscono di strati sovrapposti, sino a divenire veri e propri impasti materici. Predominano le tonalità grigie, più aderenti al colore dei cantieri, dei gozzi all’ormeggio, e alla raffigurazione di un mare avvertito come spazio da cui l’uomo trae parte delle sue risorse.

Il Viani, dunque, che si presenta alla Sala Belforte di Livorno nel 1932 con una mostra personale è un pittore preoccupato di apparire un osservatore visceralmente aderente al mondo di cui è figlio. In una lettera indirizzata a Plinio Nomellini il 12 giugno 1932, in occasione della presentazione che l’amico aveva fatto per il catalogo, scrive: “Al mattino dipingo assai lontano da casa, in luogo detto il Renaio ove si veggono barconi carichi di sabbia delle buche del lago e rossi vagoni di treni merci. La calura comincia, e tutto è di toni rossi, caldi, grigi, soffocanti, tropicali. Quanto è bello il mondo”. (cfr. I Cardellini Signorini, 1978).

Ida Cardellini ha identificato questa Darsena d’inverno come una tra quelle esposte alla mostra di Livorno. La sua datazione verosimilmente si può anticipare a un anno o due prima che fosse presentata al pubblico; e dunque la collocazione nella Villa dei Fiori presso i Varraud è da riferire ad un tempo successivo alla morte del collezionista, avvenuta nel 1926.

Nella sintesi geometrica di forme cuspidali, stagliate su un’ampia stesura di cielo di un’apparente prospettiva indefinita, e nella rigidità di linee che ne marcano i contorni netti e taglienti, c’è il modulo stilistico dell’ultimo Viani.

Ad essa guarderà la nuova generazione degli artisti della Versilia.

La Collezione Varraud, catalogo a cura di Giuliano Matteucci e Paola Paccagnini, Viareggio, 1994, pag. 140

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