Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare

Viani Lorenzo


"Carcerati"

 (1910- 1911)



pastelli a olio e matita su carta


cm. 100 x 124



Collezione:
VARRAUD SANTINI




Firmato in basso a sinistra: "Viani"



Inspiegabilmente trascurato da Ida Cardellini Signorini, nei suoi due importanti contributi all’opera di Viani, del 1975 e del 1978, il quadro dei “Carcerati” è un’opera chiave, per come il pittore riesce a farvi convivere, in una fusione di esperienze di vita e di cultura, le sue radici toscane con l’avventura parigina. Datato probabilmente al 1906 da Parronchi e al 1927 dal Cortopassi, esso si presenta con una morfologia compositiva e con uno spirito narrativo che inducono a orientarne la data di esecuzione intorno al 1910.

Conforta, in questa ipotesi, una considerazione di ordine tecnico-iconografico riguardo all’uso della tela come tipo di supporto per una composizione a più figure e di complessa articolazione: risalgono al 1907-1909 le vaste composizioni della “Epidemia” e della “Consuetudine” (I. Cardellini Signorini, 1978, nn. 50, 53), dove l’impiego di una tela di magro spessore e dal tracciato scabro e quasi evanescente, conferisce al motivo un senso di maggior drammaticità.

Nella scenografia ambientale sono chiari gli elementi architettonici del romanico lucchese, confermati dalla presenza, sopra l’arco centrale della porta d’ingresso di uno stendardo che, pur nella parziale mutilazione, lascia riconoscere l’immagine sacra del Volto Santo di Lucca, particolare messo in grande evidenza nella “Epidemia”.

Ad evocare un rapporto ancora prossimo con l’esperienza parigina sono invece le figure dei tre carcerati in primo piano, la cui classificazione sociale, anche per il tipo di abbigliamento, ci sembra strettamente aderente con la variegata galleria dei disadattati conosciuti nei quartieri “loschi” - per riprendere un termine usato dal pittore - di Parigi.

“La Collezione Varraud”, a cura di G.Matteucci - P.Paccagnini, Musei Civici di Villa Paolina, Viareggio, 1994, p. 86

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