Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Pescatore, 19067
Pescatore, 19067
China su carta, cm.29x17
L'occasione di imparare un mestiere gli giunge presto da Fortunato Primo Puccini, barbiere da camera e parrucchiere teatrale, presso cui s'impiega come garzone. L'esperienza nella bottega di via Regia, protrattasi poi in quella di Narciso Fontanini e destinata verosimilmente a occupare tutto lo scorcio del secolo, si rivela per Viani determinante. Iniziano ora gli incontri e le frequentazioni con la gente del suo paese; marinai, pescatori, artigiani e calafati che giornalmente avvicina nella bottega del Puccini e coi quali si ritrova a sera per le strade e le piazze della vecchia Viareggio. Il mare e l'ambiente della darsena, già scoperti nel corso di quei suoi primi vagabondaggi che sfogavano l'insofferenza alla disciplina scolastica, divengono oggetto di un amore appassionato, esclusivo.
‘ Il mio mare dirà più tardi è quello che sa di pece, d'aringhe, di musciame, di tonnina, il mare che frange tra ripe lutulenti, mare torbato dagli spurghi delle fiumare e delle chiaviche. [...] Non il mare climatico, quella tal lavanda d'ametista e benzuino, bleu oltremare, e biacca stemprata col giallo canado. Non ombrelloni parasoli’(Viani).
Ma, con gli uomini della darsena, la bottega del Puccini accoglie da vero porto di mare ogni genere di frequentatori: accattoni, vagabondi, reduci dalle patrie battaglie, carcerati, storpi, ubriachi, visionari, gente trascurata dalla vita e dalla società, che si fissa negli occhi e nella mente di Viani in modo incancellabile, condizionando anche per l'avvenire la sua capacità di vedere. Qui, in tutti i modi, egli compie il proprio tirocinio educativo; che come quello degli autodidatti ha in ogni campo
il carattere dell'irregolarità e della sporadicità e per unica norma l'istinto”.(Paccagnini)

Bibliografia:

Paola Paccagnini, Cronaca di opere e giorni, in Matteucci Giuliano, Paccagnini Paola (a cura di), La collezione Varraud, Viareggio 1994
Lorenzo Viani, Mostra personale. Prefazione alla mostra viareggina del 1930, in La Quarta Roma, Roma, 22 agosto 1930, I, 14, p. 2.