Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Viandante con ombrello
Viandante con ombrello
China su carta, cm.42x29
“Grazie a Nomellini nel 1901 conosce a Firenze Giovanni Fattori. Dell'artista come dell'uomo, ormai giunto ai suoi anni estremi ma ancora giovane nello spirito e vitalissimo, sarà Viani a dare, tra il '25 e il '26, una serie di penetranti ritratti; chi, tuttavia, restituisce in dettaglio quel primo incontro è lo stesso Nomellini, cui resta affidato il commento verace del vecchio macchiaiolo ai disegni vianeschi: 'Questo non sa né di me, né di te, per cui la spunterà. Come vedi, son pieni di errori, ma di buoni errori. Te', volto al Viani: 'gira, c'è tanta roba, guardatela, non son geloso: nessuno la vuole’. Già da ora deve essere evidente quella tendenza alla deformazione espressiva come mostra d'intendere Nomellini: ‘i grossi piedi dei viandanti, le facce sbilenche dei suoi sperduti, e, in specie, quando nelle miserie più truci palesa aspetti grotteschi’ che Viani non abbandonerà più e che resterà la cifra distintiva del suo stile. Nessuno, del resto, meno del Fattori, era indicato a correggergli quegli errori, e per la concezione antiaccademica dell' arte che era anche sua e per rispetto intrinseco dell'altrui individualità. ‘Girare’ e ‘guardare’, cercando di cogliere ogni aspetto del visibile e fissarlo con ‘potenza di disegno e sobrietà di colore’ (Viani): questo, piuttosto, l'invito al quale Viani poteva rispondere, questa l'unica lezione che poteva venirgli dal maestro Fattori, allora e quando, nel 1904, entrerà come allievo all'Accademia di Firenze. Un'esperienza, questa della Scuola Libera del Nudo, destinata a non restare senza frutto per Viani, che alla frequenza nello studio di Fattori alterna le visite ai musei e alle gallerie di Firenze, lo studio dei primitivi e dei quattrocentisti e coltiva nuove relazioni con la giovane società intellettuale (Paolieri, Tozzi, Giuliotti, Papini) e artistica (de Witt, Spadini, Andreotti, Mantelli)”. (Paccagnini)

Bibliografia:
Paola Paccagnini, Cronaca di opere e giorni, in Matteucci Giuliano, Paccagnini Paola (a cura di), La collezione Varraud, Viareggio 1994
Plinio Nomellini, Ricordo di Lorenzo Viani, catalogo mostra di Lorenzo Viani, Firenze, 1938 Lorenzo Viani, Giovanni Fattori uomo, in La Fiera letteraria, Roma, 27 dicembre 1925.