Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Fra la nebbia
Fra la nebbia
China su carta, cm.17,5x27,5
Lorenzo Santi Romolo Viani nasce a Viareggio in via della Fornace (oggi via Indipendenza), presso la darsena vecchia, il l novembre 1882.
Il luogo e la data, nonché le ragioni del nome, sarà lui stesso a documentarli più tardi: ‘lo sono nato nella Darsena vecchia in Viareggio, la sera di Tutti i Santi del 1882. Sono stato battezzato il giorno seguente, che è quello dei Morti, al fonte battesimale della chiesa di San Francesco. [...] Mi chiamo Lorenzo perché così si chiamava il mio compare, mi chiamo Romolo perché Romola si chiamava la mia comare, e mi chiamo Santi perché mia madre volle mettermi anche questo nome augura/e’ (Viani,1930).
La nascita sul mare, rivendicata sempre come titolo d'orgoglio e segno di predestinazione, è però, occasionale. I genitori, Rinaldo ed Emilia Ricci, provenivano dalla Pieve di S. Stefano, un piccolo borgo dell'entroterra lucchese e dalla campagna, dove ‘ebbero sacri la stalla e l'ovile’, erano scesi a Viareggio per ragioni di lavoro, essendo il padre passato al servizio di Don Carlos di Borbone. Sino all'età di quindici anni Lorenzo vive, se non proprio agiatamente, in condizioni di relativa tranquillità economica, muovendosi tra l'ambiente della darsena e la grande pineta di levante che circonda il palazzo reale: ‘Il parco della villa era, ed è ancora oggi, superbo: certi viali densi di ombre viola rischiarati da torsi di marmo o dai riflessi di qualche laghetto. Oggi mi ricorda i paesaggi di Watteau, allora mi faceva pensare ai giardini dei maghi’ (Viani, 1964). Un'infanzia libera e serena e tuttavia già capace di destare insoliti turbamenti nel suo animo inquieto e appassionato: l'amore della solitudine, il senso del mistero, la paura improvvisa e irrefrenabile della morte. Inoltre, acutissimo è già in lui l'interesse per la natura, per la vita della terra e del mare, cui istintivamente aderisce e che mai s'appaga di contemplare nelle sue infinite manifestazioni e vicende stagionali.
Ma è un' epoca di breve durata. Il licenziamento del padre apre improvvisamente le porte alla miseria per l'intera famiglia e pone Viani nella necessità di guadagnarsi da vivere. A ciò concorre anche la precoce fine dell'esperienza scolastica che si è arrestata nel '93, alla seconda elementare”. (Paccagnini)

Bibliografia:
Paola Paccagnini, Cronaca di opere e giorni, in Matteucci Giuliano, Paccagnini Paola (a cura di), La collezione Varraud, Viareggio 1994
Lorenzo Viani, Il Figlio del pastore, Milano, Alpes, 1930 (copertina).
Lorenzo Viani, Il Romito di Aquileia, pagine autobiografiche dai diari di guerra, a cura di A. Vivaldi (pref. G. Giorgetti Viani), Sarzana, Zappa, [1964].